I giovani (genitori) d’oggi

Ripropongo anche sul mio blog questo post che avevo originariamente scritto su Facebook e che, proprio per la natura di questo social network, perde visibilità abbastanza in fretta e, tristemente, viene spesso ignorato a favore di questioni più frivole. Con l’occasione ne approfitto per ampliarlo un po’.

Tutto è nato in seguito alla questione dell’insegnamento dell’educazione sessuale “gender” nelle scuole e della petizione di Provita.

Questo è il post originale:

Inorridisco nel (ri)scoprire che tantissimi genitori (evidentemente per puro caso, e con la g minuscola) si indignano tanto a proposito dell’educazione sessuale a scuola quando se ne fregano totalmente di come vengono insegnate (ma soprattutto di quanto le studiano i loro pargoletti) tutte le altre materie. Sono gli stessi che sostengono che la scuola andrebbe riformata ma non gli va mai bene nulla di quello che viene proposto, gli stessi che se l’insegnante “si permette” di rimproverare il loro figliolo o (sia mai!) gli appioppano un brutto voto partono lancia in resta per andare a dirgliene 4 a questo insegnante.

Ricordate, cari genitori, che se gli insegnanti che abbiamo adesso (e da un po’ di anni a questa parte ormai) sono incompetenti, è ANCHE colpa del tanto osannato ’68. Sono figli del “6 politico”, del “ma tanto le nozioni non servono”, del “cosa serve imparare le date e le poesie a memoria?”, del fatto che i bravi insegnanti non vengono premiati così come quelli pessimi non vengono puniti (e pensate che sostituire le graduatorie con i concorsi, visto come funzionano in italia, risolverebbe il problema?). Sono figli del sistema in cui il programma non viene mai portato a termine perché bisogna aspettare quelli che sono più lenti a imparare.

Domandatevi perché “bisogna avere il master per andare avanti”… perché ormai la laurea ce l’hanno tutti! E di certo non sono tutti diventati dei geni…

Non mi stancherò mai di citare la storiella che gira ormai da anni “anni fa quando un bambino/ragazzo si comportava male a scuola l’insegnante gli dava un ceffone e se andava a raccontarlo a casa ne prendeva un altro dal padre. Al giorno d’oggi se un insegnante si permette anche solo di rimproverarlo rischia di beccarsi una denuncia dai genitori”.

Vogliamo davvero che le cose vadano avanti così?

Se aveste studiato un po’ di più ai vostri tempi forse ricordereste questo semplice concetto: E’ facile controllare un popolo ignorante!

E secondo voi a chi è che conviene di più mantenerlo tale?

Di certo non a vostro figlio…..

Ma probabilmente non ve ne frega niente perché vostro figlio farà il calciatore/tronista/parteciperà al grande fratello/… e vostra figlia parteciperà ad Amici/farà la velina/sposerà un calciatore….

Ora, sono sinceramente stanco di continuare a sentire gente che si lamenta di come vanno le cose e che “bisognerebbe fare dei cambiamenti” ma che appena qualcosa si muove per cambiare le cose si oppongono e difendono a spada tratta lo status quo. Mai una volta che si senta qualcuno avanzare una proposta, sempre e solo critiche!

Mi ricordo ancora anni fa la sollevazione generale i-cartoni-animati-giapponesi-sono-violenti-e-diseducativi. Prima di tutto per essere diseducativi bisognerebbe che ci fosse un’educazione a monte, e non sempre c’era. Mi è sempre sembrato, fin dall’epoca, che la preoccupazione principale di questi genitori fosse che, essendo la televisione la babysitter dei loro figlioli, gli sarebbe toccato rispondere alle domande dei loro pargoli, spiegargli il perché di quello che succedeva in quei cartoni animati, invece di limitarsi a lasciarli davanti alla malefica scatola luminosa per potersi dedicare ad altro.

L’unico risultato di questa protesta è stato di ottenere che i catoni animati venissero malamente censurati, tagluzzati e rimontati in maniere vergognose, le sigle sono diventate delle inascoltabili filastrocche scritte da persone che neanche sapevano di cosa parlava il cartone animato. Alcuni esempi:

Kimagure Orange Road (E’ quasi magia Johnny.. sic):

– E’ stata censurata nell’episodio la vergognosissima scena in cui Madoka (Sabrina) è seduta su una panchina con Kyosuke (Johnny) e appoggia la testa sulla sua spalla MA (rullo di tamburi) la stessa scena era presente nella sigla!!

– Era davvero necessario cambiare i nomi a tutti i personaggi? E’ così scandaloso che in una storia ambientata in Giappone i personaggi abbiano dei nomi giapponesi? O è forse meglio generare un’accozzaglia di nomi di qualsiasi nazionalità (from Italy: Sabrina, Tinetta, Carlo, Manuela, Simona, Luigi… From USA: Michael.. e per equità from URSS Sergei… e, stranamente, from Japan: Akane)

Sailor Moon:

– Siccome la serie TV piaceva anche ai maschi si sono fatte delle vere e proprie acrobazie per trasformare personaggi ambigui in persone “socialmente accettabili”. Sailor Uranus e Salor Neptune, che nell’originale hanno una relazione, peraltro mai dichiarata ma solo sottintesa, si vedono censurare ogni ambiguità. Le Sailor Starlights, che in borghese erano dei maschi, sono diventati maghi del teletrasporto, invece di trasformarsi in guerriere femmine sparivano e venivano sostituiti.

Card Captor Sakura (Pesca la tua carta Sakura):

– Ci sono amori omosessuali? Censuriamoli del tutto anche se la protagonista si dimostra molto più matura del censuratore quando scopre (naturalmente nell’originale) che du sui amichetti maschi si amano e afferma “se sono felici loro sono felice anche io”

Potrei andare avanti per ore a citarne altri ma, se l’argomento vi interessa, potete trovare fonti ben più esaurienti altrove.

Mi sembra che, come al solito, sia meglio coprirsi gli occhi (cristianamente), invece di sforzarsi di imparare a capire gli altri, per poi riempirsi la bocca di belle parole come “tolleranza della diversità”, “integrazione” e via così…

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