Legge Gelmini… un po’ di chiarezza (1)

Ogni tanto anche io decido che è ora di saperne di più su quanto succede nel mondo che mi circonda… questa volta è capitato a proposito della questione “il futuro dell’università”. La situazione non mi è sembrata molto chiara e, come al solito, giornali e telegiornali ci dicono quello che vogliono…

Intanto suggerisco a tutti di andare a leggersi l’articolo in merito su “l’Occidentale” QUI, decisamente illuminante almeno per iniziare a fare chiarezza sul problema.

Per i più pigri riassumo velocemente i punti che emergono dall’articolo indicato:

1. “…non esiste alcuna “legge Gelmini” che riguardi l’Università. Esiste un decreto legge che il Parlamento sta convertendo in legge in questi giorni (n°137 del 2008) …” [n.d.a.: approvato il 1° settembre ed emendato il 23.] “…che riguarda in modo particolare la scuola primaria (il maestro unico, i voti in numeri, ecc).

2.Nelle interviste in tivvù invece qualche ragazzo ha timidamente suggerito che la protesta punta contro la legge 133. Si tratta della legge approvata all’inizio d’agosto denominata  “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria”. E’ in sostanza la cosiddetta “pre-finanziaria”, delineata e poi approvata ormai quattro mesi fa.”

3.La legge 133, come detto, si occupa di tutta la pubblica amministrazione e dedica all’Università il capo V, composto a sua volta da tre articoli, il 15, il 16 e il 17 (gli articoli sono in tutto 85). Vi si tratta di costo dei libri scolastici, della facoltà di trasformazione delle Università in fondazioni e dei progetti di ricerca di eccellenza.

4.C’è poi l’allegato dove si parla di tagli per il ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca e per tutti gli altri ministeri. Sono tagli generalizzati, legati alle esigenze di bilancio di cui ci si può certamente lamentare, ma non si può dire che l’Università sia stata colpita con particolare durezza: 107 milioni di euro nel 2009, 114 nel 2010 e 197 nel 2011.”

5.C’è anche bisogna dirlo, come per tutti i comparti della p.a., il blocco del turn-over per tre anni: i dipendenti che vanno in pensione non saranno sostituiti. Molti potranno dispiacersene, vedendo aspettative di carriera deluse, ma visto il numero stratosferico di docenti nel comparto istruzione non ci sentiamo di dolercene più di tanto e comunque non sembra una misura destinata ad infiammare gli animi degli studenti.”

6...i più vocianti in questa stagione di proteste non sembrano essere gli studenti, bensì professori e rettori, loro sì preoccupati che lo status quo in cui prosperano, tra familismi e baronie, possa prima o poi essere alterato.”

7.L’Università è al disastro sotto ogni punto di vista, da molti più anni di quanti ne abbia il ministro Gelmini e da molto prima dell’entrata in scena di Berlusconi. Semmai è l’indiscussa egemonia della sinistra sugli atenei italiani a essere coeva con la loro crisi.”

Sono tutti estratti dall’articolo stesso riportati giusto come riassunto e spunto di riflessione.

Nella prossima puntata passerò ad analizzare il TESTO del DL. 133/08, che, ricordo, è già diventato legge a giugno.

… Back soon, stay tuned

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