16 anni di ruggine da levare…

Sì, lo so che il titolo è piuttosto criptico.. ma non mi veniva in mente nulla di meglio.. o meglio, nulla che esprimesse meglio il concetto: dopo 16 anni di inattività ho finalmente ricominciato a tirare con l’arco!

Ho sempre adorato la pratica del tiro con l’arco… ma i traslochi, l’università e varie altre cose mi avevano costretto ad appendere l’arco al chiodo.. cioè a rinchiuderlo nella sua scatola e a riporlo prima in cantina e poi in garage.
Da quando mi sono trasferito in quel di Treviso avevo cercato più volte un posto dove poter ricominciare a tirare, ma gli unici campi che vedevo andando in giro erano sempre troppo distanti da casa… finchè la folgorazione (e capirò chiunque penserà: che grullo, potevi pensarci prima!): “ma perchè non vado a vedere il sito della FITARCO (per chi non lo sapesse è la Federazione Italiana Tiro con l’ARCO.. che fantasia eh?)? ci sarà pure la lista dei club di tiro con l’arco italiano…”

…….. momento di suspance mentre il modem, lento come al solito, si connette……

Toh guarda, a Treviso c’è una Compagnia di Tiro con l’Arco…. ma non finisce qui….

….. altro momento di suspance mentre aspetto che si carichi il sito della “Compagnia Arcieri di Treviso

Vado a leggermi un po’ di pagine e scopro che A) il campo di tiro è esattamente a metà strada tra l’ufficio e casa e B) Non solo Treviso ha una compagnia di tiro… ma è anche la più antica d’Italia, e che ha partecipato alla creazione della federazione stessa…..

A questo punto mi sento un Koglione (la C non bastava!)…. 3 anni a cercare e l’avevo sotto il naso!!!!

A questo punto nel giro di 3 giorni avevo recuperato l’arco dal garage (scoprendo con orrore che le alette delle frecce si erano sgretolate [eccheccavolo guarda un po’ che delle alette di plastica non reggono a 16 anni di cantina e garage!!! non fanno più le cose di una volta!!!]), ero andato a comprare la borsa per portarlo in giro, le alette e l’impennatore per rimettere in sesto le frecce, varie ed eventuali, avevo contattato la compagnia e mi ero iscritto e il sabato ero già in campo a tirare!!!

Da allora vado a tirare praticamente tutti i giorni dopo il lavoro… almeno finche si riesce ad avere qualche ora di luce la sera… Niente di più rilassante che mettersi in piedi di fronte a un bersaglio… lasciare che i muscoli si liberino della ruggine di 16 anni e ritrovino il giusto ritmo e sequenza di gesti… scoccare e sentire ancor prima che la freccia tocchi il bersaglio se il tiro era giusto o meno per poi abbassare l’arco e vedere che la sansazione era giusta….

Non importa colpire il giallo, conta solo lasciare che il corpo memorizzi i gesti giusti, che le frecce vadano nello stesso posto… c’è ancora tempo prima di preoccuparsi di regolare il mirino!

Niente di più rilassante… perchè mentre sei lì che tiri non puoi permetterti di pensare a nulla… ai problemi di lavoro, ai tuoi problemi, ai problemi del mondo…. non puoi neanche permetterti di pensare se stai facendo i movimenti giusti, devi SENTIRLI… è una pratica di meditazione prima ancora che una pratica sportiva… e sono veramente entusiasta di aver ricominciato…. adesso ho 4 anni per rimediare alla figuraccia di Nespoli, Galliazzo e Di Buò alle Olimpiadi 🙂 …. scherzo!

E come si dice fra noi: buone frecce a tutti!

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